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Riflessioni al tempo della DAD

  • ornellasantonocito
  • 11 mag 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Sono ormai trascorsi più di due mesi dall'interruzione forzata delle attività in presenza, dal fluire rituale,ma rassicurante, del tempo scuola: il suono della campanella all'entrata, al cambio d'ora, all'uscita,e poi dopo un pasto fugace le attività pomeridiane, che spaziavano dallo sport,alla musica,ai progetti pomeridiani, al rispetto delle consegne. Adesso il tempo appare dilatato, le giornate si allungano e non dovendo sottostare al suono della campana, anche le attività scolastiche appaiono spalmate nel corso della giornata.Non mi riferisco solo alla rimodulazione delle lezioni, alla creazione di nuovi materiali oppure alla correzione di compiti e verifiche, piuttosto alla relazione comunicativa, che,veicolata attraverso social e piattaforme varie, ci permette di rispondere a richieste di attenzioni. Per i ragazzi esserci comunque,essere connessi e trovarti connesso significa  dare una risposta alla loro ansia,ai loro dubbi, anche a quelli non esplicitati.  In un primo momento ho pensato a quanto fosse stato provvidenziale il corso a Cardiff sulle nuove tecnologie, avrei avuto sicuramente degli strumenti da utilizzare a distanza. E così è stato.Ho cercato di prendere in mano la situazione creando Padlet ed eBook, cercando di integrare tecnologia e didattica.In seguito mi sono interrogata su come la didattica, scienza della relazione e ponte tra l'insegnamento e l'apprendimento, dovesse trasformarsi in DAD. La DAD è stata dunque l'occasione per riflettere su quanto e come la tecnologia debba essere utilizzata, affinché la scuola della pandemia continui a perseguire le finalità dell'istituzione formalmente deputata all'istruzione:formare personalità responsabili,autonome,creative,critiche. Ma la premessa da cui non si può prescindere è che vi sono prerequisiti per l'uso della tecnologia a scuola che governano potenzialità e rischi,innanzitutto la competenza di chi usa lo strumento,nonché l'accessibilità da parte di chiunque, in qualsiasi contesto d'uso, solo così la scuola continuerà a svolgere la sua funzione di presidio di socialità e democrazia,garantendo il diritto allo studio di tutti gli alunni. La didattica a distanza,in queste difficili settimane, ha avuto ed ha due significati.Da un lato permette di mantenere viva la comunità classe,il senso di appartenenza,combattendo il rischio di isolamento;dall'altro lato è essenziale per non interrompere il percorso di apprendimento, facendo in modo che ogni studente sia coinvolto in attività significative, anche attraverso l'utilizzo delle Tic.



 
 
 

1 Comment


Licia Arcidiacono
Licia Arcidiacono
May 12, 2020

La competenza digitale è ormai un punto fermo da cui costruire gli apprendimenti, non è più un semplice elemento accessorio.

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